olive ammaccate

DIETA MEDITERRANEA: POLLICA REGALA PRODOTTI AI VACANZIERI

maggio 29, 2014 di Redazione Unasco - Nessun commento

Di fronte alla crisi economica Pollica decide di regalare salute. ”Abbiamo infatti deciso di regalare i prodotti della dieta mediterranea tipici del nostro territorio quali l’olio d’oliva, il cacioricotta e le olive ‘ammaccate’, tutti presidi slow food a chi sceglierà di trascorrere almeno una settimana nelle nostre strutture ricettive”

È la proposta di Stefano Pisani, sindaco di Pollica-Acciaroli (Salerno). ”In questo modo regaleremo salute a chi verrà a trovarci attraverso i prodotti della dieta mediterranea e senza intaccare il portafogli di chi verrà a trovarci”, conclude Pisani. Certo, il made in Italy. Ma attenzione: è il peperoncino proveniente dal Vietnam il prodotto alimentare meno sicuro in vendita in Italia: il 61,5% dei campioni è risultato irregolare per la presenza di residui chimici. Non solo, “codice rosso” anche per il riso indiano che con un quantitativo record di 38,5 milioni di chili nel 2013 è il prodotto a rischio più importato in Italia. È quanto emerge dal Dossier ”La crisi nel piatto degli italiani nel 2014”, presentato dalla Coldiretti a Napoli.

Nel corso del 2013, l’Italia ha importato ben 273.800 chili di peperoncino per utilizzarlo nella preparazione di sughi tipici, insaporire l’olio o condire piatti senza alcuna informazione per i consumatori.

A finire nei guai, secondo Coldiretti, è anche la pizza, sempre meno tricolore. Quasi due pizze su tre servite in Italia (63%) sono, infatti, ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori, molti dei quali (25%) hanno rinunciato del tutto ad andare in pizzeria o hanno ridotto le presenze (40%) rispetto a prima della crisi. In Italia, sempre più spesso nelle pizzerie viene servito un prodotto preparato, secondo la Coldiretti, con mozzarelle ottenute non dal latte ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, provenienti dall’Est Europa, pomodoro cinese o americano invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale.