frodi alimentari

Informazione e qualità per combattere le frodi sull’olio

settembre 16, 2016 di Redazione Unasco - Nessun commento

Le frodi sull’olio danneggiano tutto il made in Italy, combattiamole con la conoscenza e con la qualità.

Roma, 16 settembre 2016: “E da sempre che ci battiamo per difendere, attraverso la conquista della migliore qualità, l’immagine e la reputazione in Italia e sui mercati esteri dell’olio extravergine di oliva italiano, vero alfiere del made in Italy”. E’ quanto afferma Luigi Canino, presidente di UNASCO, consorzio nazionale dei coltivatori e produttori olivicoli, commentando le recenti notizie di cronaca sulle frodi alimentari perpetrate ai danni dei produttori onesti e dei consumatori.

“Le frodi – prosegue Canino – danneggiano l’immagine dell’intero Paese, e ne fanno le spese sia i produttori che l’industria stessa. Dobbiamo evitare che pochi e isolati disonesti inquinino la reputazione di centinaia di migliaia di produttori che hanno fatto dell’olio italiano il prodotto di eccellenza assoluta che conosciamo e che all’estero viene apprezzato molto più che in patria”.

Ora, anche negli Stati Uniti viene messa in discussione la valenza del nostro prodotto, abbinandolo a quello massificato di altri Paesi mediterranei e contestando alcune modalità di preparazione. “L’Italia – per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva – è un caso unico al mondo, in grado di raccontare il proprio territorio attraverso caratteristiche chimico-fisiche delle proprie olive che non trova eguali in nessuna altra area del Pianeta. Dobbiamo continuare a difendere questo patrimonio”, insiste il presidente UNASCO.

La produzione italiana di olio extravergine di oliva si aggira ogni anno sui 4 milioni di quintali, molti dei quali restano invenduti a causa della scarsa conoscenza da parte dei cittadini del valore che ha in sé in termini di salute e di gusto la scelta di un olio di qualità di cui si conosca la reale origine. “Non confondiamo – è l’appello che lancia Luigi Canino – l’olio italiano con olio di aziende hanno sede in Italia o marchi italiani. Attenzione all’olio spacciato per extravergine quando extravergine non è. Stiamo facendo un lavoro prezioso di convergenza dell’intera filiera dell’olio extravergine di oliva italiano: produttori, trasformatori, industria e commercio, uniti per favorire un’attenzione sempre maggiore sulla qualità”.

L’ulivo, non a caso, è uno degli emblemi del nostro Paese.

“Come UNASCO – evidenzia ancora il presidente – siamo storicamente sensibili oltre che alla coltivazione e alla produzione di olio, anche alla promozione e allo sviluppo dei territori a vocazione olivicola. Infatti, stimoliamo – anche attraverso il turismo dell’olio extravergine di oliva – la conoscenza dei territori e la relazione tra produttori e consumatori. L’olio extravergine di oliva è un alimento vivo e che per essere apprezzato dev’essere anzitutto amato, da chi lo produce e da chi lo consuma. Operiamo con i nostri tecnici in tutto il Paese per stimolare e affiancare i produttori che scelgono la via della qualità, attraverso l’adesione a dei disciplinari volontari. Rispettare le leggi non basta per offrire l’eccellenza, noi chiediamo di più a noi stessi e lo stesso fanno i 110.000 produttori italiani che aderiscono a UNASCO”.

Infine, il Presidente Canino torna su un argomento cruciale per la tutela del settore, ancor di più alla vigilia di una annata che per molte ragioni, a cominciare dal clima, si preannuncia critica: “Il Piano Olivicolo Nazionale, recentemente approvato dopo molti anni di attesa, prevede il finanziamento sia per la ricerca che per le attività di promozione e il sostegno alle produzioni di qualità. Rinnoviamo il nostro appello al Governo affinché attivi una campagna massiccia di promozione della conoscenza dell’olio extravergine di oliva italiano, in casa nostra e all’estero. Il simbolo per eccellenza del made in Italy non può essere trattato come una Cenerentola. Le conseguenze di questa perpetrata trascuratezza sulla comunicazione e sulla promozione del sistema Italia dell’olio extravergine di oliva ha ricadute negative sull’intera immagine del made in Italy e del brand Italia”.

Comunicato Stampa
Marco Magheri
Comunicazione UNASCO