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LOTTA AD AGROPIRATERIA, NEL 2013 SEQUESTRI AUMENTATI DEL 431%

aprile 2, 2014 di Redazione Unasco - Nessun commento

Vino adulterato, olio extravergine d’oliva risultato contraffatto, falso aceto biologico, latte vaccino e bufalino privo di tracciabilità. Sono solo alcuni esempi di migliaia di prodotti sequestrati nel 2013 dai nuclei antifrodi dei carabinieri nel corso dell’attività di contrasto all’agropirateria.

Secondo il rapporto del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentarile le nuove forme di illegalità riguardano la falsa evocazione di marchi Dop/Igp/Stg e biologico, e le violazioni alle norme su etichettatura, tracciabilità, e sul made in Italy. L’attività svolta ha quindi visto il sensibile incremento dei sequestri di etichette/packaging illegali che nel 2013 ammonta a 3.367.846 unità (634.000 nel 2012 + 431%) e dei sequestri di prodotti agroalimentari irregolari che ammonta a 9,7 mila tonnellate (7,1 mila nel 2012 + 34%). Nel corso del 2013 le principali attività di controllo sulla filiera agroalimentare hanno riguardato, in particolare, i sequestri significativi di:

-9.308 tonnellate di vino non conforme ai disciplinari di produzione, non tracciato e, in alcuni casi, risultato adulterato con varie sostanze non consentite, acqua ed etanolo; nel periodo natalizio sono stati ritirati dal mercato 37.000 ettolitri di vino sfuso e 150.000 bottiglie di vino spumante adulterato che stava per essere immesso in circolazione proprio durante le festività peraltro insieme ad un circuito illegale di falso ”champagne”;

– 137 tonnellate di produzioni conserviere e 7 tonnellate di prodotti ortofrutticoli per violazioni alle norme su etichettatura, tracciabilità e indebita evocazione di marchi Dop/Igp e biologico;

– 14 tonnellate di olio extravergine d’oliva risultato contraffatto e prodotto in violazione delle norme su etichettatura e tracciabilità;

– 1.050 ettolitri di falso aceto biologico, risultato invece non conforme ai disciplinari di produzione;

– 12 tonnellate di latte vaccino e bufalino privo di tracciabilità ed altre 64 tonnellate di prodotti lattiero-caseari irregolari; alle analisi di laboratorio alcuni campioni sono risultati positivi anche alla ”furosina”, elemento indicatore della introduzione di latte in polvere o comunque non conforme ai disciplinari dei prodotti di qualità;

– 7 tonnellate di paste alimentari lavorate ed altri preparati alimentari con indebite evocazioni di marchi Dop/Igp. Tra i circuiti illegali più insidiosi sul falso made in Italy i controlli dei nac hanno individuato:

– la commercializzazione di salumi calabresi a marchio Dop, in realtà risultati prodotti con carni olandesi; – un circuito di vendita nei duty free aeroportuali di prosciutti con denominazioni nazionali ed evocazioni del tricolore, in realtà prodotti con carni provenienti dalla Germania;

– la commercializzazione come “prodotto locale di eccellenza”di falso tonno di mattanza nazionale in olio extravergine, in realtà risultato importato da Malta e conservato in olio raffinato;

– alcuni circuiti di vendita di carni e prodotti ortofrutticoli etichettati di origine italiana, in realtà provenienti dalla Francia.