Spesa alimentare

SPESA ALIMENTARE 2014: GLI ITALIANI RISPARMIANO SUL CIBO

luglio 8, 2015 di Redazione Unasco - Nessun commento

La spesa alimentare 2014, come riportato nel report dei consumi delle famiglie italiane pubblicato dall’ISTAT, rimane complessivamente stabile. Tuttavia, ancora quasi 6 famiglie su 10 in Italia risparmiano in termini di quantità ma, soprattutto, di qualità di prodotti alimentari acquistati. “Noi siamo quello che mangiamo” ma proprio sul cibo, in tempo di crisi, decidiamo di risparmiare. Nel Centro e Sud Italia si è ridotta la spesa per oli e grassi dal 2013 al 2014.

Il livello di spesa alimentare rimane complessivamente stabile (in media 436,06 euro al mese), afferma l’ISTAT pubblicando i consumi delle famiglie 2014.

Continua la diminuzione della spesa per carne (da 99,64 nel 2013 a 97,20 euro nel 2014), che si accompagna a quella per oli e grassi (da 15,16 a 13,79 euro) e per bevande analcoliche (da 20,61 a 19,66 euro). In particolare, la diminuzione della spesa per oli e grassi è più accentuata nel Centro Italia (da 16,25% a 13,95%) e nel Sud Italia (da 17,60% a 14,05%). Al contrario, aumenta la spesa per piatti pronti e altre preparazioni alimentari (da 9,52 a 10,5 euro).

Dopo tre anni di crescita, soprattutto nel Centro-Nord, scende il numero di famiglie che riducono la quantità o la qualità dei prodotti alimentari acquistati (dal 62% al 59%), pur rimanendo ancora molto elevata riguardando 6 famiglie su 10.

Non si riduce la quota di acquisti presso hard discount (13%), che continua a crescere al Sud e nelle Isole (dal 12% al 15%).

Sostanzialmente stabile anche la spesa per beni e servizi non alimentari (2.052,44 euro in media al mese). Per il secondo anno consecutivo si riducono le spese per comunicazioni, servizi ricettivi e di ristorazione.

Nelle aree metropolitane, dove la spesa media mensile raggiunge i 2.723,92 euro, (2.409,96 euro quella nei piccoli comuni), quote di spesa più elevate sono destinate all’abitazione (a seguito dei livelli più alti degli affitti e dei fitti figurativi) e ai beni e servizi legati al tempo libero (ricreazione, spettacoli, cultura, servizi ricettivi e di ristorazione).

Tra il 2013 e il 2014 la spesa media mensile è pressoché invariata in termini reali, tenuto conto dell’andamento dei fitti figurativi (-0,8%), della dinamica dei prezzi (+0,2%) – che ha determinato una sostanziale stabilità del potere d’acquisto – e dell’errore campionario.

 

 

REPORT INTEGRALE ISTAT: la spesa per consumi delle famiglie