report rilevazione dei prezzi di mercato

Trend dei prezzi

aprile 8, 2016 di Redazione - Nessun commento

Nel loro insieme, a livello medio multiregionale, l’andamento dei prezzi di vendita, per tutte le tipologie di olio, mostra un inizio a valori che, poi, con il trascorrere delle quindicine, diminuiscono anche sensibilmente.
Il solo EVO DOP di qualità media, pur accusando il calo più vistoso (da 7,5 euro/litro a 6,0 euro/litro) si mantiene a livelli comunque buoni e superiore a tutti gli altri, BIO compreso.
Non sembra poter fare testo la brusca calata dell’olio EVO di alta qualità (da 8,0 euro/litro a 4,8 euro/litro), per lo più imputabile all’anomalo andamento dell’equivalente olio siciliano , probabilmente frutto di un “saggio” di mercato che abbia puntato alla nuova disponibilità di olio italiano, carente nell’annata precedente.
L’andamento generalmente ondulatorio dei prezzi di vendita sembra dimostrare un adeguamento continuo alle proposte della “domanda” da parte dei produttori, e, quindi, l’assenza di una strategica e concordata politica dei prezzi da mantenere, da parte della “offerta” (l’insieme stesso dei produttori).
Il periodo di maggiore oscillazione dei prezzi di vendita, e di maggiore convergenza verso una forbice di prezzi inferiore, è proprio quello iniziale dell’olio nuovo, compreso tra inizio ottobre e prima quindicina di dicembre.
Oscillazione e convergenza si attenuano quasi completamente nel restante periodo, fino a marzo.
Un altro fenomeno interessante, che si evidenzia ancora di più nei “trends” nelle regioni Calabria e Puglia, è appunto la “convergenza” dei prezzi di EVO, DOP e BIO verso un gruppo di valori relativamente vicini, a dimostrare che le dichiarate differenze qualitative non sono, di fatto, riconosciute adeguatamente dal mercato ovvero non sono adeguatamente valorizzate.

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